AAA Amico cercasi

Neuron

Storie di #ultimineuroni

Questa volta la storia la scrivo io: l’Ale. Non sarà appassionante come quelle della Mario, ma vedrò di impegnarmi al massimo.

C’era una volta un povero neurone solo e abbandonato che vagava senza una meta precisa per borghi e strade impolverate alla ricerca di un compagno d’avventura o un amico magari un po’ triste e solitario come lui. Ma il neurone, si sa, è intelligente per natura e cominciò a fare ricerche. Iniziò dalle biblioteche perché il profumo di libri polverosi ha sempre il suo fascino, ma  a parte gli acari della polvere non trovò nulla che potesse aiutarlo. Passò ai giornali sperando di trovare tra le pagine di gossip qualche storia di neurone abbandonato, ma niente, in queste riviste trovava solo tante notizie di cervelli vuoti… Cercò sul Grande Motore di Ricerca Che Tutto Sa ma il sito delle streghe pasticce non era ancora stato preso in considerazione dai potentissimi algoritmi per cui trovo solo molti articoli sul funzionamento delle cellule del tessuto nervoso che del resto già sapeva. Alla fine decise di modernizzarsi un po’ e passò ai social network e fu così che tra i post di amici degli amici degli amici lo trovò:  l'#ultimoneurone, se ne stava lì: spesso solo, stanco e confuso  proprio come lui. Finalmente!!! Finalmente aveva trovato a sua anima gemella!!! Con un buon passo e carico di sinapsi se ne partì per Tavernello. Il viaggio fu lungo e pieno di peripezie, del resto i neuroni sono bravi a viaggiare di fantasia ma non certo a prendere i treni. Comunque alla fine ce la fece: il 10 luglio 2018 pieno di speranze e palpitazioni suonò al citofono. DLING DLONG.

La storia continua….